Gravidanza, Parto

Il parto naturale

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Man mano che la gravidanza procede e che si è ormai presa confidenza con il pancione sempre più grosso, ecco arrivare puntuali i primi dubbi sul momento più atteso: il parto.
Cominciamo con il chiarire una distinzione fondamentale: il parto può essere naturale o cesareo.
Il primo, a differenza del secondo, avviene senza intervento chirurgico, rispettando i tempi della donna e le sue necessità. Può assistervi il marito o una persona importante che si desidera avere accanto.

Le fasi del parto naturale

Con le prime contrazioni, cosiddette prodromiche, il corpo della donna ed il bambino cominciano a prepararsi per l’evento fantastico che starà per accadere. Non abbiate paura e non fatevi prendere dal panico: le prime contrazioni sono sopportabili ed una passeggiata o un bagno caldo possono aiutare a rilassarsi.

Quando le contrazioni diventano più regolari, ravvicinate ed intense, allora è iniziato il vero e proprio travaglio, che dura in media dieci ore, ma ovviamente è diverso per ogni donna. In qualsiasi caso, che si tratti di tre ore o di venti, le ostetriche sapranno aiutarvi e sostenervi. Se il dolore è davvero insopportabile, se si sono fatti in precedenza tutti gli esami necessari e si è state ritenute idonee, si può chiedere l’anestesia epidurale.

Il parto si conclude con il momento espulsivo, quando il bambino percorre l’ultimo tratto del canale del parto ed è pronto ad uscire. La donna sente proprio la necessità di spingere, e lo fa ad ogni contrazione finché il suo piccolo non è nato.

Diventare mamma

Subito dopo il taglio del cordone ombelicale, il neonato viene appoggiato sul seno della mamma creando così il primo contatto fisico.
La neomamma deve però avere ancora un po’ di pazienza: deve infatti impegnarsi in qualche ultima spinta per espellere la placenta. Fortunatamente, per questo ultimo sforzo di solito non si sente alcun dolore.
Da questo istante in poi, niente sarà più come prima e comincia un’avventura che non finirà mai: essere Mamma.

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